Ho raggruppato nella gallery alcune immagini e qui le note relative alle numerose visite in città. Ci siamo stati spesso per ovvi motivi logistici, ma altrettanto spesso per curiosità o semplice svago.
Sapevamo che Bagheria è detta "città delle ville" in quanto l'aristocrazia palermitana l'aveva eletta a luogo di villeggiatura già a partire dal Settecento. Sapevamo anche che con la decadenza della nobiltà molti fattori delle tenute avevano acquisito potere tanto da costitutire nel tempo l'ossatura della mafia. Sapevamo infine che recentemente molte di queste ville erano state requisite ai "boss".
Nel preparare il viaggio abbiamo cercato di definire uno o più itinerari di visita ma alla fine abbiamo preferito scegliere di limitarci a Villa Cattolica, che accoglie il Museo Guttuso e Villa Palagonia. Le altre, se accessibili, le avremmo viste dall'esterno.
E' possibile consultare il link qui sotto del Comune di Bagheria e auguro a altri di aver maggior interesse, fortuna e pazienza: per noi ciò che abbiamo visto è bastato.
Trascurando i numerosi transiti nelle strette viuzze del centro, abbiamo dedicato solo un pomeriggio per una passeggiata lungo corso Umberto. All'inizio la piazza della Chiesa della Natività con la sua fontana, poi breve devizione per vedere la Chiesa Santissimo Sepolcro. Una lunga fila di negozi e poi breve sosta nella piazzetta al bivio con via Trabia per ammirare un fornitissimo banco furgone di frutta secca. Infine la piazza Garibaldi con l'ingresso della Villa Palagonia e una vista minima delle ville Valguarnera e Trabia.
Poi attraversando la città siamo pasati più volte nella stretta piazzetta dell'Arco del Padreterno e notato nella prospettiva del lungo corso Butera il Palazzo Inguaggiato la Villa Butera Branciforti, sede di rappresentanza del Comune.
Nel nostro lungo soggiorno il Maxistore Decò è stato il nostro punto di riferimento per i rifornimenti mentre per il vino ci siamo trovati molto bene nel punto vendita della Cantina S Antonio, in via Papa Giovanni. Una speciale menzione la dobbiamo riservare a U'Barunieddu, un negozio e laboratorio di conserve alimentari davvero squisito da cui tuttora ci riforniamo periodicamente.
Non potevano mancare gli assaggi della cucina locale che abbiamo apprezzato presso la Trattoria Castronovo e poi alla Trattoria Don Ciccio che ha la caratteristica di offrire un uovo sodo con in bicchierino di zibibbo appena accomodati al tavolo.
Infine i gelati, squisiti e abbondanti. Tra le tante gelaterie, abbiamo visitato il Bacio Bar e la Pasticceria Don Gino, dove ovviamente non potevamo non assaggiare cannoli e cassatelle.
Palazzo Inguaggiato
Chiesa della Natività
Chiesa Santtissimo Sepolcro
Trattoria Don Ciccio
Uvo sodo e zibibbo